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MCL, Articoli e comunicati

“L’economia sociale di mercato come risposta alla recessione globale”

30/10/2008

“L’economia sociale di mercato come risposta alla recessione globale”

Sintesi dell'intervento di Carlo Costalli


COMUNICATO STAMPA

“L’economia sociale di mercato come risposta
alla recessione globale”

Roma, 29 ottobre 2008
Auditorium del Palazzo della Cooperazione


SINTESI DELL’INTERVENTO DI CARLO COSTALLI
presidente della Fondazione Europa Popolare e del Mcl


       Per condurre questo Paese al di là del guado, costituito da una crisi finanziaria di violenza inaudita pari solo a quella del 1929, è indispensabile aiutare la definitiva nascita di un grande movimento di popolo, con una forte anima solidarista e con un solido riferimento ai valori dell’identità popolare e cristiana dell’Italia.

       E’ quanto ha detto oggi il presidente della Fondazione Europa Popolare e leader del Mcl Carlo Costalli al convegno organizzato dalla “Fondazione Nuova Italia” e dalla “Fondazione Italiana Europa Popolare” sul tema “L’economia sociale di mercato come risposta alla recessione globale”, in corso a Roma.

       Secondo Costalli   “questa svolta culturale è per noi l’economia sociale di mercato che, all’acme della crisi del liberismo radicale, ritrova tutta la sua attualità e torna a presentarsi come unica possibile via di uscita per rimettere sotto controllo un meccanismo finanziario impazzito e autoreferenziale’’.

      Il leader della Fondazione Europa Popolare ha sottolineato che “l’economia sociale di mercato, per il suo stretto collegamento e la sua diretta derivazione dalla dottrina sociale della Chiesa, non è soltanto un sistema diverso, più solidaristico, di amministrazione dell’economia, non è solo, un’ulteriore forma di riformismo, né tanto meno un’ideologia. E’ una concezione culturale. E’ la strada per restituire una dimensione e uno spessore etico all’economia stessa, reimpostandola verso la realizzazione del bene comune e non solo verso l’arricchimento individuale. E risponde ad una logica sociale, comunitaria, che mette al centro dell’attenzione e degli obiettivi la centralità della persona nella sua vera integrale dimensione”.

       “E’ in questo senso - ha concluso Costalli - che i valori della famiglia, del territorio, della comunità, della sussidiarietà, della solidarietà, quei valori reali, non illuministici, che affondano le loro radici nell’identità e nella tradizione dei nostri popoli e che sono, anche, il presupposto di una ‘società buona’ e di una crescita economica solida e virtuosa, non possono prescindere da un forte riferimento alle radici cristiane dell’Italia e dell’Europa. Proprio in questi giorni abbiamo visto quanto bisogno ci sia d’Europa per fronteggiare e contenere la crisi finanziaria che si abbatte da oltre Atlantico sui nostri Paesi”.

       “Solo la piena convergenza di intenti tra i governi dei principali Paesi del nucleo originario della Comunità ha consentito di allestire una linea di resistenza valida. L’Europa ha dato una risposta, e una risposta forte. Una risposta che non è nata dalla burocrazia di Bruxelles, ma dai governi e dai ministri: una risposta politica! L’Europa per affrontare la crisi e la sfida della globalizzazione ha bisogno di una politica europea. Ma la politica, per essere vera politica, ha bisogno di un’anima. E l’anima dell’Europa, lo affermiamo molto laicamente, senza nessuna venatura integralista o esclusivista, è tutta nelle sue radici cristiane’’.


Roma, 29 ottobre 2008

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