La scena è familiare a quasi tutti noi. La sveglia, il caffè, il tragitto verso l'ufficio o la scrivania di casa. Poi, il primo gesto della giornata lavorativa: premere il tasto di accensione del computer. Lo schermo si illumina e, con esso, si spalanca un mondo di email da leggere, scadenze da rispettare e problemi da risolvere. Spesso, questo avvio è così automatico e frenetico che non ci diamo nemmeno il tempo di pensare. Partiamo in quarta, già proiettati sulle mille cose da fare.
Ma se il gesto più importante della nostra giornata lavorativa non fosse rispondere alla prima mail, ma quello che facciamo prima?
Nella nostra "Officina dello Spirito", oggi vogliamo proporvi il primo "attrezzo" del mestiere. È uno strumento antico, semplice e incredibilmente potente, capace di cambiare la prospettiva di un'intera giornata: l'offerta del mattino.
Non si tratta di aggiungere un altro impegno a una lista già fitta. Al contrario, è un modo per dare un senso a tutti gli impegni che già abbiamo. È il gesto con cui, per uno o due minuti, ci fermiamo e diciamo a Dio: "Signore, tutto quello che farò oggi – le fatiche, le gioie, le sfide, persino la noia – lo offro a Te. Fa' che il mio lavoro di oggi sia la mia preghiera".
Come si fa, in pratica? Non serve una formula magica, ma solo un cuore sincero.
1. Trova il tuo momento. Può essere il minuto in cui il computer si sta avviando. Oppure il tempo trascorso in auto o sul bus. O anche in piedi, davanti alla macchinetta del caffè, prima di iniziare. È un appuntamento che non richiede un luogo sacro, perché è pensato per santificare un luogo profano come l'ufficio.
2. Usa parole semplici. Non c'è bisogno di recitare preghiere complesse. Può bastare un pensiero, formulato con parole nostre: "Signore, ti offro questa giornata. Ti offro quella riunione difficile, la pazienza che mi servirà con quel collega, la concentrazione per finire quel progetto. Ti offro anche i momenti di pausa e le piccole soddisfazioni. Trasforma il mio sudore in preghiera e il mio impegno in un servizio per Te e per gli altri."
3. Offri tutto, senza filtri. La cosa meravigliosa di questa preghiera è la sua onestà. Possiamo offrire a Dio non solo i nostri successi e le nostre buone intenzioni, ma anche le nostre debolezze. Possiamo offrirgli la nostra fatica a concentrarci, la nostra frustrazione per un errore, la nostra ansia per una scadenza. Tutto, può diventare "materia prima" per la nostra offerta.
Iniziare la giornata in questo modo non ci renderà immuni dalle difficoltà. La riunione resterà difficile, la scadenza pressante e il collega, forse, antipatico. Ma cambierà radicalmente il perché affrontiamo tutto questo. Il nostro lavoro smetterà di essere una semplice sequenza di compiti da spuntare e diventerà collaborazione all'opera creatrice di Dio. Ogni email inviata, ogni telefonata fatta, ogni problema risolto acquisterà un peso e un significato eterni.
È come un artigiano che, prima di iniziare a scolpire il legno, dedica un momento a pensare all'opera finita. L'offerta del mattino è quel momento: è il gesto con cui orientiamo tutto il nostro "fare" verso il suo fine più alto.
Vi lanciamo una piccola sfida: provateci per una settimana. Bastano sessanta secondi ogni mattina. Sessanta secondi per trasformare il tasto di accensione del PC nel primo passo di una preghiera lunga otto ore.